La seconda fila in qualifica conferma le possibilità del pilota italo-canadese, poi limitato da problemi tecnici e da un contatto in Gara 1. Settimo posto nella corsa conclusiva al volante della Porsche 911 GT3 Cup #15 di Target Competition.

Aldo Festante conclude il penultimo appuntamento della Porsche Carrera Cup Italia al Misano World Circuit Marco Simoncelli con un settimo posto in Gara 2, al termine di un fine settimana nel quale le premesse della qualifica non hanno trovato piena corrispondenza nei risultati. Il pilota italo-canadese di Target Competition ha dovuto affrontare una serie di difficoltà che hanno limitato le possibilità di inserirsi nella lotta per le posizioni di vertice.

Al volante della Porsche 911 GT3 Cup #15, Festante aveva aperto il sabato con una prestazione convincente in qualifica. Il tempo di 1’35.293 gli era valso la quarta posizione sulla griglia di Gara 1, mentre il secondo miglior giro, in 1’35.620, aveva assicurato il sesto posto per la partenza di Gara 2. Due riferimenti che offrivano una buona base per affrontare le gare nelle prime posizioni.

Il prosieguo del weekend è stato però condizionato da un problema al motore, che ha progressivamente penalizzato le prestazioni della vettura. In Gara 1, un contatto e una penalità hanno ulteriormente complicato la corsa di Festante, conclusa al diciassettesimo posto, senza la possibilità di sfruttare la seconda fila conquistata in qualifica.

Nella gara di domenica, alle difficoltà già emerse si sono aggiunte noie ai freni. In questo contesto, Festante ha chiuso in settima posizione, tornando nella top ten pur senza poter esprimere pienamente il proprio potenziale.

Il bilancio di Misano conserva quindi il riferimento positivo della qualifica, insieme alla necessità di analizzare e risolvere le difficoltà tecniche incontrate. Il lavoro con Target Competition sarà fondamentale per ritrovare le condizioni necessarie a sfruttare la velocità mostrata sul giro singolo anche sulla distanza di gara.

Aldo Festante:
«È stato un weekend impegnativo, nel quale non siamo riusciti a esprimere il nostro potenziale. Abbiamo dovuto fare i conti con un problema al motore che ha progressivamente limitato le prestazioni nel corso delle sessioni. In gara uno, un contatto e una penalità hanno ulteriormente complicato le cose, mentre in gara due sono emerse anche difficoltà con i freni. Dispiace non aver avuto la possibilità di concretizzare il lavoro svolto».

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